L' Imbucato!

tragedia greca....

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  1. FreakySurF
     
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    Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah
    Io sono morto dalle risate leggendo questo tuo racconto....
    Sarà stato un incubo...
    Anche a me un paio di volte sono capitate esperienze simili, quindi ti capisco
    Toccatemi tutto ma non le mie canne :angry:


    Mille complimenti per la pazienza

    P.S. lo so che il 3d è vecchio di un anno ma i complimenti erano d'obbligo
     
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  2. Gianbu
     
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    CITAZIONE (silviosenis1 @ 9/1/2009, 13:47)
    L’IMBUCATO !

    Siamo quasi arrivarti? Quanto manca? Fermatevi che devo fare una telefonata urgente! Ho sete, ecco un bar, sono stufo, ma quanto manca?
    Della serie “consigli per gli spettatori”: il film “L’imbucato” è da bollino rosso per tutti i pescatori non provvisti di una monumentale scorta di pazienza.
    Sarà successo anche a voi di portare a pesca per la prima volta un novizio che, affascinato o forse solo incuriosito dai vostri racconti, ha taaaanto insistito per farvi grazia della sua compagnia che non avete saputo dire di No.
    Oggi la colpa è soprattutto la mia e i miei affezionati compagni non mancano di farmelo capire con occhiatacce molto significative, ed è strano come ancora oggi, dopo che da quasi vent’anni calco le spiagge di tutta l’isola e non è certamente la prima volta che vivo un esperienza simile, ancora ci casco.
    Conciliare un novizio ( o annoiato buontempone) digiuno completamente di pesca con le esigenze di una squadra di vecchi marpioni non è che non sia possibile, è però cosa molto difficile e altamente improbabile. Fatto sta che ho voluto la bicicletta e adesso devo pedalare.
    Il viaggio finalmente termina e non pensiamo ad altro che a mettere le canne in pesca, l’ospite ci guarda indaffarati e intuisco il suo sentirsi fuori posto visto che non ha voluto una canna tutta per sé e giusto per coinvolgerlo un pochino l’incarico di cambiare l’acqua al bidone dell’esca viva dove sei vispi mugginetti cominciano a risentire della poca acqua e dello stress del viaggio.
    Euforico per l’incarico ricevuto si avvicina alla battigia quando un onda un po’ più lunga delle altre gli bagna gli scarpini e i cefaletti volano in acqua a riacquistare una insperata libertà. Quanta fatica il giorno prima per procurarseli e quanta rabbia ora, ma gli occhi del nostro amico sono talmente dispiaciuti che dalle nostre bocche, quasi in coro, non esce che un tranquillizzante – fa niente, tanto oggi non sembra una giornata per il vivo!-, pietosa bugia.
    Il viaggio è stato un tormento, l’inizio della battuta non è stata da meno, secondo voi come continuerà la nottata?
    Ci mancavano pure le zanzare! Sì, perché lui è sensibile alle punture del fastidioso insetto e poco dopo il suo viso è già segnato da numerose toccate, per fortuna in un angolo del mio zaino trovo un flaconcino semivuoto di un noto repellente che ci permette, senza soffrire di rimorsi, di proseguire tranquilli nella battuta.
    A mezzanotte spuntino. E qui ci riconciliamo perché lì il nostro amico, perché lui è veramente in ogni caso un amico, si rifà facendoci ridere e sorridere con le sue battute per poi decidere che la stanchezza accumulata è troppa e và a nanna, speriamo che duri fino all’alba. Noi invece resistiamo ancora nella speranza, delusa, di catturare qualcosa fino alle due poi ci appisoliamo anche noi.
    Saranno state le cinque del mattino quando mi sveglio all’improvviso e con gli occhi ancora intorpiditi dal sonno mi sembra di scorgere una figura agitarsi scomposta fra le mie canne. Con uno scatto fulmineo (!) raggiungo l’estraneo che riconosco essere il “caro amico”.
    Con una canna in mano, la MIA, il rotante usato al contrario, il filo aggrovigliato e la frizione quasi tutta aperta e il cicalino che gracchia in continuazione non essendo stato disinserito, il caro amico sta da una buona mezz’ora recuperando un pesce, il MIO pesce!
    Non so cosa mi abbia trattenuto, e non è irriconoscenza e chi è pescatore mi capisce benissimo, dal buttarlo a mare. Invece lo lascio fare certo che lo perderà, così da potergliene dire quattro.
    E a darmi ragione ecco il mulinello che si blocca, ma ora arriva il colpo di genio, lui che esperto pescatore non è di certo, canna alta comincia ad indietreggiare sulla spiaggia fino a portare a secco una bella orata, la SUA orata, di circa due chili a dibattersi sulla battigia.
    Il suo viso è raggiante, il mio un po’ meno e non sto a disquisire sulla proprietà.
    Il viaggio di andata è stato un tormento ? Il ritorno una vera tragedia greca.

    auhauhauha a me è successa una cosa simile al contrario, appena iniziato a paffeggiare (10/12 anni fa) mio papa e mio zio mi portano con loro a un notturno io sono entusiasmato un sacco, arriviamo in spiaggia e da mezzanotte in poi loro han tirato fuori dal mare davvero tanta roba (al mattino c'era un secchio pieno di pezzate discrete) e io son davvero incazzato perchèho preso solo un saraghetto... ma la cosa più odiosa era che disperato io e impietositi loro mi dicevano illudendomi vai a vedere la mia canna che si è mossa che io ne o gia presi troppi... io bimbo di 8/10 anni felice vado a guardare nella speranza di trovarci attaccato un bestione e invece era solo koreano =( allora rilancio e dopo pochi minuti eccoli che tiravano fuori qualcosa dal mio lancio... poi arrivano una decina di mormore dai 700g al kilo, sempre nello stesso modo e per finire con loro dormienti passo un ora e mezza a girare 8 canne senza sosta nella speranza di un'abboccata fino ad imparruccare la canna di mio zio col bibi, vado a dormire mezz'ora, poi mi sveglia mio papa è dicendomi che dalla mia canna ha preso un grosso sarago, ecco che sono incazzato! e poco dopo x le 6 circa mio zio mi grida :gianlu ma che caxxo ai fatto alla mia canna! bestemmiando recupera e ci trova una spigola di 1,3 kili circa, io scoppio a piangere li insulto, insulto il mare e mi chiudo in macchina...
    E ora invece ci rido su :P
     
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31 replies since 9/1/2009, 12:47   671 views
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